Il
cognome Sciarra deriva da uno dei rami della famiglia Colonna
dì Roma.
Il principe Giacomo Colonna ebbe il nome di Sciarra quale titolo
nobiliare da anteporre al suo cognome. Venne quindi chiamato Giacomo
Sciarra Colonna, principe di Palestrina.
La storia della nostra famiglia ha origine nell'anno 1294 quando,
morto due anni prima il papa Nicolò IV, viene eletto in
Conclave, al soglio pontificio, il 5 di luglio, frate Pietro da
Morrone che assume il nome di Celestino V
In quell'epoca la principesca, numerosa e potente famiglia dei
Colonna era in continua lotta con l'altrettanto potente famiglia
Caetani. Il cardinale Benedetto Caetani, subito dopo l'elezione
di Celestino V comincia a premere su di lui, sotto forma di consigli
e di velate minacce perché rinunci al papato. Questi che
è nativo di Isernia ed ha ben 79 anni, vissuto sempre in
povertà e miseria, digiuno degli affari della chiesa, il
13 dicembre dello stesso 1294 rinuncia al papato ("Colui
che fece per viltade il gran rifiuto". Dante)
I Colonna, che pure hanno nella loro famiglia vari cardinali,
non riescono a contrastare l'elezione a papa del cardinale Benedetto
Caetani, sicché questo, eletto papa e preso il nome di
Bonifacio VIII (quello dell'acqua di Fiuggi), confisca i beni
dei Colonna e pone d'assedio le loro castella.
I pochi Colonna che si salvano, riparano in Francia; fra questi
il nostro Giacomo Sciarra, suo fratello Stefano, il cugino cardinale
Pietro e lo zio cardinale Giacomo.
In Francia i Colonna trovano rifugio alla corte di Filippo IV
il bello, Re di Francia dal 1285 al 1314. Filippo il bello era
un monarca assolutista e riformatore che combatteva la pretese
del papa alla direzione temporale del mondo.
Nel 1296 il Re di Francia impone delle tassazioni al clero francese;
la risposta di Bonifacio VIII è l'emanazione della bolla
"Clericis laicos" in cui dichiara la scomunica ai sovrani
che impongono tassazioni agli ecclesiastici.
I1 18 novembre 1302 il papa emana l'altra bolla ''Unam Sanctam"
in cui afferma che i poteri spirituale e temporale spettano alla
chiesa e l'anno successivo, il 13 aprile 1303, procede alla scomunica
di Filippo il bello.
Il re allora, su di un piano predisposto da Giacomo Sciarra, incarica
il suo ministro Guglielmo di Nogaret di recarsi assieme allo Sciarra,
alla testa di una milizia armata, in Italia per far prigioniero
il papa ed imporgli la rinuncia al papato così come lui
aveva fatto con Celestino V.
Il piano in parte riesce: i due entrati in Anagni, dove si trovava
Bonifacio VIII, lo fanno prigioniero e Giacomo Sciarra Colonna
non può trattenersi dallo schiaffeggiare il papa con la
mano coperta dal guanto d'acciaio dell'armatura da cavaliere per
cui Bonifacio VIII ormai ottantenne cade a terra ai suoi piedi
con la bocca sanguinante. Nei giorni seguenti il nostro avo ed
il Nogaret minacciano il papa perché rinunci al papato,
ma questi oppone resistenza dicendosi disposto anche alla morte
ed è così che i due, visti vani i loro tentativi,
ripartono per la Francia, mentre il papa, liberato dal popolo
di Anagni, si rifugia a Roma dove però muore subito dopo,
l'11 ottobre 1303. A Bonifacio VIII succede, il 27 ottobre dello
stesso anno, il frate domenicano Nicola Boccasini di Treviso che
prende il nome di Benedetto XI. Il nuovo papa muore però
il 7 luglio dell'anno successivo. Il Conclave si tiene a Perugia
e dura fino al 5 giugno del 1305 giorno in cui viene eletto papa
Bertrando de Got, arcivescovo di Bordeaux che prende il nome di
Clemente V. Il nuovo papa, di origine francese, è praticamente
una creatura di Filippo il bello. E' così che Giacomo Sciarra
può tornare in Italia e venire reintegrato nei suoi diritti
e nelle sue proprietà. Negli anni seguenti cresce il potere
di Giacomo Sciarra che diviene senatore nel 1312-13.
Nel
1328 poi, una insurrezione popolare destituisce re Roberto e proclama
Giacomo Sciarra capo del governo di Roma. E' in quel periodo,
esattamente il 17 gennaio del 1328 che il nostro avo incorona
imperatore in San Pietro, Ludovico di Wittclsbach detto Ludovico
IV il Bavaro. Intanto a Clemente V morto nel 1314 era succeduto
nel 1316 Giovanni XXII che era nemico di Ludovico IV per cui bandisce
contro lo stesso una crociata.
Questi,
in risposta, dichiara deposto il papa e, il 12 maggio 1328 fa
eleggere papa Niccolò V. L'antipapa Niccolò V, dopo
poco, preferisce rinunciare e sottomettersi a Giovanni XXII riconoscendolo
come il solo ed unico papa. Ludovico IV perde così l'appoggio
della chiesa ed al tempo stesso scarseggia di mezzi e di forze
militari per cui nell'agosto del 1328 inizia la ritirata verso
la Germania. Papa Giovanni XXII può allora giungere a Roma
e scacciare Giacomo Sciarra confiscandogli anche tutti i beni.
Giacomo Sciarra morrà in esilio l'anno successivo 1329.
La sua numerosa famiglia si sparse nel Regno di Napoli ed in quello
di Trinacria. Col passare del tempo parte conservò l'originario
cognome di Sciarra mentre altra lo mutò in Sciarelli, Sciarretti,
Sciarretta, Ciarretta, Giarretta, Sciarrone e molti altri ancora.
In Francia vi furono molti discendenti di Giacomo Sciarra. In
Italia, nel sedicesimo secolo, troviamo che in Palermo vive una
famiglia nobile di nome Sciarretta; un Cosimo Sciarretta fu senatore
nel 1527, un Matteo Sciarretta, pittore, visse ed operò
in Lecce, mentre ai primi del 1700, troviamo medico a Campobasso
un Antonio Sciarretta.